Isabella Giovanardi dipinge in maniera contemporanea, ritraendo piccoli dettagli e trasformandoli in ampie visioni che raccontano un’indagine del profondo. Sceglie le forme semplici dei frutti, li seziona portando alla luce i noccioli e la polpa, li posiziona in modo da gettare su di essi uno sguardo disincantato. Li ritrae con assoluta lucidità e fedeltà. Focalizzandosi su ciò che quel taglio scopre ed esortando l’occhio ad indugiare dentro le forme naturali, Isabella genera una pittura planare, fatta di curve, a volte tortuose frammentate, oppure sinuose e morbide.
Composizioni grafiche dai cromatismi vibranti, intensi accordi negli straordinari accostamenti che la natura è capace di creare. Il quotidiano è popolato di oggetti e forme che tracciano le coordinate dell’esistenza riempiendo gli spazi, gli ambienti, il vissuto e la memoria. I prodotti industriali appassionano gli animi e la tecnologia seduce attraverso superfici fredde, materiali asettici e patinati. Tutto ciò con il quale entriamo in contatto parla inesorabilmente del nostro tempo, con precisione ed inequivocabilità; racconta una porzione di vita, celebrandola attraverso oggetti temporizzati e costruiti per scomparire entro breve nelle pieghe dei ricordi. Talvolta però le cose elementari e comuni si allontanano dal banale e si caricano di significato.
Le opere scandiscono il ritmo visivo della ripetitività di peduncoli e ciglia che affiorano lungo le scorze dei frutti, o apparizioni radiali generate della disposizione di semi nei cuori dei bulbi. Queste composizioni sono strutturate sull’indagine del colpo d’occhio singolo, che con fermezza descrive trasversalmente esterno ed interno, oscillando dalla superficie al nucleo, fermando la profondità di tutto ciò che normalmente scivola via distrattamente. Una pittura illustrativa che attraversa chi osserva e lo riporta a schiudere gli occhi su ciò che riempie il quotidiano, fuori dal tempo e lontano da tutto, ambientato in uno sfondo celebrativo e teatrale. E’ così che la normalità prende ad un tratto una vena eccentrica, intensa e pulsante, portata al vivo, contro lo sguardo dell’osservatore. La natura è un pretesto per originare linfa visiva, attraverso l’eleganza pacata di un piano che taglia senza far rumore e provoca piacere sottile. Una lama svela forme che deliziano l’occhio appassionato, in un gioco voyeur ed intimista, profondo ma sempre leggiadro, e si trasforma in apparizioni voluttuose e spettacolari.
Composizioni grafiche dai cromatismi vibranti, intensi accordi negli straordinari accostamenti che la natura è capace di creare. Il quotidiano è popolato di oggetti e forme che tracciano le coordinate dell’esistenza riempiendo gli spazi, gli ambienti, il vissuto e la memoria. I prodotti industriali appassionano gli animi e la tecnologia seduce attraverso superfici fredde, materiali asettici e patinati. Tutto ciò con il quale entriamo in contatto parla inesorabilmente del nostro tempo, con precisione ed inequivocabilità; racconta una porzione di vita, celebrandola attraverso oggetti temporizzati e costruiti per scomparire entro breve nelle pieghe dei ricordi. Talvolta però le cose elementari e comuni si allontanano dal banale e si caricano di significato.
Le opere scandiscono il ritmo visivo della ripetitività di peduncoli e ciglia che affiorano lungo le scorze dei frutti, o apparizioni radiali generate della disposizione di semi nei cuori dei bulbi. Queste composizioni sono strutturate sull’indagine del colpo d’occhio singolo, che con fermezza descrive trasversalmente esterno ed interno, oscillando dalla superficie al nucleo, fermando la profondità di tutto ciò che normalmente scivola via distrattamente. Una pittura illustrativa che attraversa chi osserva e lo riporta a schiudere gli occhi su ciò che riempie il quotidiano, fuori dal tempo e lontano da tutto, ambientato in uno sfondo celebrativo e teatrale. E’ così che la normalità prende ad un tratto una vena eccentrica, intensa e pulsante, portata al vivo, contro lo sguardo dell’osservatore. La natura è un pretesto per originare linfa visiva, attraverso l’eleganza pacata di un piano che taglia senza far rumore e provoca piacere sottile. Una lama svela forme che deliziano l’occhio appassionato, in un gioco voyeur ed intimista, profondo ma sempre leggiadro, e si trasforma in apparizioni voluttuose e spettacolari.
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