Isabella Giovanardi. Premio Arte 2011
http://www.cairoeditore.it
Nel percorso di Isabella Giovanardi, la prima esperienza della natura corrisponde ad un moto, un movimento di assimilazione simbolica. L'idea di natura migra, dall'esterno dove tutto appare perché succeda, in accordo con la necessità delle leggi di natura, verso l'interno.
Verso l'intuizione della libertà alla base di tutte le regolamentazioni formali umane. Il pensiero di natura dunque si muove verso una libertà racchiusa nel cuore del necessario, mentre l'andamento pittorico si sposta per configurare quella stessa libertà e incanalarla nell'inaspettata e sorprendente emergenza di forme ulteriori.
La concezione scolastica di natura naturata, nel percorso pittorico di Isabella Giovanardi, torna così ad essere natura ermeticamente investita da quel che è, natura liberamente arrivata alla forma; mentre, a priori, come un'allegoria lontana, la natura naturante continua a produrre se stessa da se stessa, illuminandosi. Il valore di questo doppio attrito cognitivo si tramuta in un'esperienza pittorica dal sentore meditativo, conferendo un accesso insostituibile al mondo delle Idee; a quella platonica caverna scura, sottobosco in vitro, che continua a far emergere orchidee maliarde, zucche matrigne e mele avvelenate. Frutti che mostrano la loro pallida, voluta inossidabilità al tempo.
Saggio critico 2011 file pdf
Isabella Giovanardi. Natura naturata.
a cura di Ginevra Bria
read more »
Nel percorso di Isabella Giovanardi, la prima esperienza della natura corrisponde ad un moto, un movimento di assimilazione simbolica. L'idea di natura migra, dall'esterno dove tutto appare perché succeda, in accordo con la necessità delle leggi di natura, verso l'interno.
Verso l'intuizione della libertà alla base di tutte le regolamentazioni formali umane. Il pensiero di natura dunque si muove verso una libertà racchiusa nel cuore del necessario, mentre l'andamento pittorico si sposta per configurare quella stessa libertà e incanalarla nell'inaspettata e sorprendente emergenza di forme ulteriori.
La concezione scolastica di natura naturata, nel percorso pittorico di Isabella Giovanardi, torna così ad essere natura ermeticamente investita da quel che è, natura liberamente arrivata alla forma; mentre, a priori, come un'allegoria lontana, la natura naturante continua a produrre se stessa da se stessa, illuminandosi. Il valore di questo doppio attrito cognitivo si tramuta in un'esperienza pittorica dal sentore meditativo, conferendo un accesso insostituibile al mondo delle Idee; a quella platonica caverna scura, sottobosco in vitro, che continua a far emergere orchidee maliarde, zucche matrigne e mele avvelenate. Frutti che mostrano la loro pallida, voluta inossidabilità al tempo.
Saggio critico 2011 file pdf
Premio Arte 2011, Isabella Giovanardi tra i finalisti.
read more »

Premio Arte 2011 file pdf
Premio Arte 2010, Isabella Giovanardi tra i semifinalisti.
read more »

Premio Arte 2010 file pdf
Isabella Giovanardi: elegante linfa visiva e appassionata indagine del profondo...
Giordano Cazzola wemagazine read more »
Isabella Giovanardi dipinge in maniera contemporanea, ritraendo piccoli dettagli e trasformandoli in ampie visioni che raccontano un’indagine del profondo. Sceglie le forme semplici dei frutti, li seziona portando alla luce i noccioli e la polpa, li posiziona in modo da gettare su di essi uno sguardo disincantato. Li ritrae con assoluta lucidità e fedeltà. Focalizzandosi su ciò che quel taglio scopre ed esortando l’occhio ad indugiare dentro le forme naturali, Isabella genera una pittura planare, fatta di curve, a volte tortuose frammentate, oppure sinuose e morbide.
Composizioni grafiche dai cromatismi vibranti, intensi accordi negli straordinari accostamenti che la natura è capace di creare. Il quotidiano è popolato di oggetti e forme che tracciano le coordinate dell’esistenza riempiendo gli spazi, gli ambienti, il vissuto e la memoria. I prodotti industriali appassionano gli animi e la tecnologia seduce attraverso superfici fredde, materiali asettici e patinati. Tutto ciò con il quale entriamo in contatto parla inesorabilmente del nostro tempo, con precisione ed inequivocabilità; racconta una porzione di vita, celebrandola attraverso oggetti temporizzati e costruiti per scomparire entro breve nelle pieghe dei ricordi. Talvolta però le cose elementari e comuni si allontanano dal banale e si caricano di significato.
Le opere scandiscono il ritmo visivo della ripetitività di peduncoli e ciglia che affiorano lungo le scorze dei frutti, o apparizioni radiali generate della disposizione di semi nei cuori dei bulbi. Queste composizioni sono strutturate sull’indagine del colpo d’occhio singolo, che con fermezza descrive trasversalmente esterno ed interno, oscillando dalla superficie al nucleo, fermando la profondità di tutto ciò che normalmente scivola via distrattamente. Una pittura illustrativa che attraversa chi osserva e lo riporta a schiudere gli occhi su ciò che riempie il quotidiano, fuori dal tempo e lontano da tutto, ambientato in uno sfondo celebrativo e teatrale. E’ così che la normalità prende ad un tratto una vena eccentrica, intensa e pulsante, portata al vivo, contro lo sguardo dell’osservatore. La natura è un pretesto per originare linfa visiva, attraverso l’eleganza pacata di un piano che taglia senza far rumore e provoca piacere sottile. Una lama svela forme che deliziano l’occhio appassionato, in un gioco voyeur ed intimista, profondo ma sempre leggiadro, e si trasforma in apparizioni voluttuose e spettacolari.
|
|